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Este
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Gli mwkwEste sono una mwlafamiglia nobile, di origine italiana, una delle mwlqdinastie europee più longeve, che ha governato alcuni territori in mwlgItalia e in mwlwGermania. I primi rappresentanti della casata si possono individuare nei discendenti degli mwmaObertenghi, mentre il ramo cadetto finale di derivazione è casa d'mwmqAustria-Este. Quest'ultima, estintasi per linea di sangue nel 1875 con la morte del duca mwmgFrancesco V d'Austria-Este, è giunta ai giorni nostri per eredità e nuova creazione dinastica.

Contents

Storia
Ferrara
Modena
Stemma
Motto
Altro
Note

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Origine del nome

Il nome della casata è legato alla cittadina mwngveneta di mwnwEste, perché compresa nei territori in possesso della famiglia a partire dall'mwoaXI secolo. Il marchese mwoqAlberto Azzo II d'Este nel 1073 vi trasferì la sua corte,cite-ref-claudiomariagoldoni-5-0[5] che lì rimase sino al 1242, quando mwpgAzzo VII d'Este, dopo aver sconfitto mwpwEzzelino III da Romano, trasferì la famiglia a Ferrara. In questa città, poi chiamata estense, la famiglia, alla fine del mwqaXII secolo, arrivò per allargare la sua sfera di influenza, sino a quel momento in terra veneta.cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-0[6]

Storia

Le origini della casata vanno ricercate nel periodo dell'mwuwimpero carolingio e quindi sono da collegare a mwvaCarlo Magno. Due importanti lavori di ricerca hanno portato luce sulla storia della casata: quello del tedesco mwvqGottfried Wilhelm von Leibniz e quello dell'italiano mwvgLudovico Antonio Muratori.

• Leibniz, nominato storico e grande consigliere di corte dei mwwqduchi di Brunswick-Lüneburg, appartenenti al mwwgcasato di Hannover, ebbe l'incarico di dimostrare l'origine della casata dagli Este.cite-ref-britannica-com-7-0[7] Il rinvenimento di tale legame, solo marginalmente legato ad un interesse storico,cite-ref-8[8] avrebbe consentito agli Hannover di rafforzare le proprie pretese al titolo di mwywprincipi elettori.cite-ref-britannica-com-7-1[7] Leibniz individuò tale collegamento, rinvenendo nel 1690 una prova decisiva visitando le tombe estensi presso l'mwaaabbazia della Vangadizza a mwaqBadia Polesine. Qui esaminò gli epitaffi delle tombe di mwagAlberto Azzo II d'Este e della consorte mwawCunegonda di Altdorfcite-ref-antognazza-p-594-9-0[9] (erede del ramo bavarese dei mwcaVecchi Welfen, estintosi nella linea maschile con il fratello mwcqGuelfo di Carinzia), testimonianza del legame dinastico esistente tra le due famiglie. Leibniz aveva già trovato conferma dell'appartenenza di Alberto Azzo alla casa Este con l'esame di un documento manoscritto conservato ad mwcgAugusta.

Il primogenito di Alberto Azzo e unico figlio della coppia, mwdaGuelfo d'Este, divenne duca di Baviera nel 1070. Con questo personaggio ebbe inizio la linea cadetta dei mwdqWelfen dalla quale discendono in linea diretta i duchi di Brunswick-Lüneburg.cite-ref-antognazza-p-594-9-1[9]
Un altro figlio, mwewFolco I d'Este ereditò i territori italiani paterni, continuando la dinastia estense.cite-ref-10[10]

• Muratori, che era stato ammesso alla corte estense da mwggRinaldo d'Este con l'incarico di archivista e bibliotecario, in seguito lavorò a lungo sulle fonti storiche e giuridiche che legittimavano i diritti della casata, e quindi sulle sue origini. Lo studioso ricollegò con precisione il ceppo originario della famiglia ad origini mwgwlongobarde.cite-ref-11[11] mwiaBonifacio I di Toscana fu il feudatario longobardo di origini bavaresi giunto in Italia con Carlo Magno. Il figlio, mwiqBonifacio II, ebbe i titoli di conte e duca di mwigLucca e di prefetto della mwiwCorsica.cite-ref-12[12] I discendenti furono Adalberto I, Adalberto II, Guido e Adalberto III. mwkaOberto I fu quasi certamente figlio di Adalberto III e da lui originarono quattro rami della casata degli Obertenghi, tra i quali gli Este, prima dell'anno 1000.cite-ref-13[13]

Il vero capostipite della casata estense è quindi da ritenersi mwlgAlberto Azzo II che, intorno al 1035 sposò mwlwCunegonda di Altdorf, figlia di mwmaGuelfo III di Altdorf (appartenente alla dinastia dei mwmqVecchi Welfen, estintasi poco dopo).cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]

L'ascesa della casata nella città di Ferrara avvenne grazie ad mwowObizzo I d'Este. Gli Este ebbero il titolo di marchesi, ereditandolo dagli mwpaObertenghi, signori di estesi territori nel nord Italia,cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-1[6] e in seguito quello di duchi. Questa investitura ducale fu duplice e si riferì a Borso d'Este che, nel 1452, ricevette la nomina a mwqqduca di Modena e Reggio dall'imperatore mwqgFederico III d'Asburgo e nel 1471 divenne primo mwqwduca di Ferrara per investitura di mwrapapa Paolo IIcite-ref-16[16] Ferrara in quel momento era unita da vincoli di mwsqvassallaggio allo mwsgStato Pontificio, mentre mwswModena e mwtaReggio dipendevano dal potere imperiale, rientrando nei confini del mwtqSacro Romano Impero.cite-ref-17[17]

I loro domini si estesero al mwuwFrignano (1354),cite-ref-18[18] alla mwwaGarfagnana (1429/1451), a mwwqCarpi (1527), alla mwwgsignoria di Correggio (1636), al mwwwducato della Mirandola (1711), alla mwxacontea di Novellara e Bagnolo (1737) e al mwxqducato di Massa e Principato di Carrara (1790).

mwxwAlfonso II d'Este non ebbe eredi legittimi e questo causò, nel 1598, la mwyadevoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio. Il ducato si ridusse quindi alle mwyqprovince di Modena e mwygReggio Emilia, territorialmente contigue, con Modena capitale, sino al 1796. Il territorio fece poi parte della mwywRepubblica Cispadana, della mwzaRepubblica Cisalpina, della mwzqRepubblica Italiana e del mwzgRegno d'Italia.

Con la mw0arestaurazione del 1814 l'antico ducato passò al ramo cadetto mw0qAustria-Este, nato dal matrimonio tra la figlia di mw0gErcole III d'Este, mw0wMaria Beatrice, e mw1aFerdinando Carlo Antonio d'Asburgo-Lorena, figlio di mw1qMaria Teresa d'Austria. Nel 1829, agli altri domini estensi si fuse il mw1gDucato di Massa e Principato di Carrara, in precedenza governato direttamente da Maria Beatrice come eredità materna, e nel 1847 si aggiunse anche il mw1wDucato di Guastalla. Gli Stati Estensi, come la compagine politica degli Este era ufficialmente definita, cessarono definitivamente di esistere con la loro annessione al mw2aRegno di Sardegna nel 1859 e poi al mw2qRegno d'Italia.

Origini e discendenza dei due rami principali

La famiglia degli Este trasse origine dagli mw4aObertenghi,cite-ref-19[19] mw5qsovrani di Milano e della mw5gLiguria orientale verso la fine del X secolo, e analoga origine ebbero le famiglie mw5wPallavicino, mw6aCavalcabò e mw6qMalaspina. mw6gOberto I, mw6wmarchese della mw7aLiguria, mw7qconte di mw7gLuni e conte palatino, mw7wvicario imperiale, fu il capostipite delle quattro casate.cite-ref-20[20]

mw9qGuido di Toscana, che visse nel mw9gX secolo, era un discendente degli antichi duchi e marchesi della mw9wToscana, figlio di mw-aAdalberto II.cite-ref-21[21] Il figlio mw-qAdalberto III in un documento del 1011 viene ricordato col titolo di mw-gmarchese, attribuito solo ai governanti di una delle marche o province in cui era divisa l'Italia. Nel caso di Adalberto III si trattava della mw-wMarca obertenga, che comprendeva la mwaqaLombardia e la mwaqeLiguria. Discendenti furono Oberto I, Oberto II, Alberto Azzo I e mwaqiAlberto Azzo II d'Este.

Alberto Azzo II ebbe tre figli: Folco, Guelfo e Ugo.

• Da mwaqyGuelfo trasse origine il ramo tedesco col casato dei mwaqcWelfen. Guelfo fu adottato dallo zio materno mwaqgGuelfo di Carinzia e gli succedette come duca di mwaqkCarinzia, cambiando il cognome per perpetuarne la discendenza, che altrimenti si sarebbe estinta con lo zio. Guelfo divenne duca di mwaqoBaviera nel 1070 e originò il ramo cadetto dei mwaqsWelfen, dal quale discendono gli mwaqwHannover, che furono prima mwaq0duchi di Brunswick-Lüneburg e poi di mwaq4Brunswick, mwaq8re di Hannover, mwarare di Gran Bretagna, mwared'Irlanda e mwarire del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.
• mwarqUgo si trasferì in mwaruFrancia e divenne conte della regione del mwaryMaine.
• Da mwargFolco trasse origine il ramo italiano Casa d'Este, che vide susseguirsi marchesi e duchi sino al 1859.

Marchesi d'Este dal 1039

Da mwasuOberto I e dal figlio mwasyOberto II trae origine il ramo italiano degli Este. mwascAlberto Azzo II d'Este, conte di Lunigiana e Milano, signore di Este e mwasgRovigo, è il capostipite della casata.cite-ref-claudiomariagoldoni-5-1[5]

La dinastia proseguì poicite-ref-22[22] con l'altro figlio di Azzo II, mwatwFolco I d'Este. Folco I ebbe alcune difficoltà nei momenti iniziali della sua signoria, ma le disposizioni del padre, che lasciavano a lui ed ai suoi discendenti il possesso dei territori italiani, fecero sì che i fratelli si trasferissero. Ugo emigrò in Francia e Guelfo in Germania. Varie famiglie in quel periodo si erano contese il territorio di Ferrara; tra queste i mwat0Canossa, e la città risultava ancora formalmente retta da un governo comunale. Attorno al 1122 si ebbe una mwat4prima rovinosa rotta del Po a mwat8Ficarolo, seguita da numerose altre, e nel 1135 venne eretta la mwauanuova cattedrale di San Giorgio. Le potenti famiglie locali come i mwaueTorelli-Salinguerra di parte mwauighibellina e mwaumAdelardi-Marcheselli, di parte mwauqguelfa, iniziarono a contendersi il potere; inoltre si ebbero difficoltà economiche legate alle mutate condizioni sia commerciali (deviazione del corso del mwauuPo) sia di rapporti con i centri di potere più vicini, come mwauyBologna, mwaucRavenna e mwaugVenezia, oppure relativamente più lontani come mwaukMilano e mwauoFirenze.cite-ref-23[23]

Gli Este si affermarono con la promessa di matrimonio della nipote mwavaMarchesella Adelardi, figlia di Adelardo Adelardi dei Marchesella, con mwaveAzzo VI d'Este, figlio di mwaviAzzo V e nipote di mwavmObizzo I. Il matrimonio non venne mai celebrato a causa della prematura morte della promessa sposa nel 1186 e gli Este ereditarono in questo modo i beni della famiglia Adelardi, assumendo un peso sempre maggiore negli equilibri di potere locali.cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]

mwav0Alberto Azzo II d'Este, al potere fino al 1097, fu marchese della città di Estecite-ref-26[26]cite-ref-27[27] Fu il primo signore di mwawyFerrara, podestà di mwawcMantova e mwawgVerona. Mentre si trovava a Verona, i Salinguerra cacciarono gli Este da Ferrara; quindi Azzo VI si trovò a dover combattere con mwawkSalinguerra Torelli e con mwawoEzzelino II da Romano, suo alleato. L'imperatore mwawsOttone IV di Brunswick scese in campo in suo favore e ottenne una tregua tra le forze contrapposte. L'imperatore Ottone IV, intanto, venne scomunicato e Azzo VI, mutando strategia, prese le parti del papa, combattendo stavolta al fianco di Federico II, destreggiandosi in modo molto attento con le alleanze. Morì nel 1212, senza riuscire a vedere gli effetti della sua diplomazia.cite-ref-goldoni43-28-0[28]

Il titolo di mwaaomarchesi d'Este può essere inteso come riferito alla casata, oppure al luogo al quale si riferisce l'investitura, cioè la cittadina di mwaasEste. mwaawObizzo I d'Este, al potere fino al 1193, fu il primo della casata a scegliere Ferrara come dimora per la sua corte e fu il primo che poté fregiarsi del titolo di marchese d'Este riferito alla città di Ferrara (mwaa0Marchiobes de Este, dal nome dalla città di Este, non compare nei documenti storici ufficiali prima del 1171).cite-ref-goldoni34-29-0[29] Suo figlio mwabiAzzo V d'Este, nel mwabm1177, prese parte alle trattative per la mwabqpace di Venezia tra l'imperatore mwabuFederico Barbarossa ed il mwabypapa Alessandro III, recandosi nella mwabcSerenissima con una scorta di 180 armati.cite-ref-goldoni34-29-1[29]

Signori di Ferrara (1208-1308), signori di Modena (1288-1306) e signori di Reggio (1289-1306)

mwab4Azzo VI d'Este, al potere fino al 1212, fu il primo signore di mwab8Ferrara, podestà di mwacaMantova e mwaceVerona. Mentre si trovava a Verona i Salinguerra cacciarono gli Este da Ferrara, quindi Azzo VI si trovò a dover combattere con mwaciSalinguerra Torelli e con Ezzelino il Monaco, suo alleato. L'imperatore mwacmOttone IV di Brunswick scese in campo in suo favore e ottenne una tregua tra le forze contrapposte. L'imperatore Ottone IV, intanto, venne scomunicato, e Azzo VI, mutando strategia, prese le parti del papa combattendo stavolta al fianco di Federico II, destreggiandosi in modo molto attento con le alleanze. Morì nel 1212, senza riuscire a vedere gli effetti della sua diplomazia.cite-ref-goldoni43-28-1[28]

mwackAldobrandino I d'Este, al potere dal 1212 al 1215, dopo la morte del padre, continuò nella sua politica di sostegno a mwacoPapa Innocenzo III ed al futuro imperatore mwacsFederico II e di contrasto all'imperatore Ottone. Venne coinvolto su vari fronti; i padovani con Ezzelino il Monaco assalirono la rocca d'mwacwEste e la conquistarono, costringendolo a cedere la città da cui la dinastia traeva il nome, a Ferrara ottenne un accordo con i Salinguerra e tentò di difendere la Marca di Ancona. Per organizzare un esercito fu costretto a chiedere un prestito ai banchieri di mwac0Firenze che vollero come ostaggio a garanzia del pagamento il fratello, Azzo VII. Quando sembrava ormai aver riconquistata Ancona, Aldobrandino morì per cause misteriose, a soli 25 anni. In seguito la Marca di Ancona non appartenne più agli Este, anche se sino al 1330 la dinastia continuò a fregiarsi del titolo. A Ferrara intanto i Salinguerra presero il potere (e lo mantennero per 18 anni).cite-ref-30[30]

mwadmAzzo VII d'Este, al potere dal 1222 al 1264, venne riscattato dai banchieri fiorentini e tentò di riconquistare Ferrara a lungo, senza riuscirvi. I Salinguerra lo invitarono in città tendendogli una trappola, dalla quale si salvò a fatica ma nella quale molti dei suoi furono uccisi. La sua reazione lo portò ad assalire il mwadqcastello della Fratta, dominio dei Salinguerra, vi uccise molti della loro fazione, venne nominato mwadudifensore della Chiesa nella lotta contro mwadyEzzelino III da Romano da mwadcpapa Innocenzo IV e nel 1240 riconquistò definitivamente Ferrara.cite-ref-31[31] Il ritorno a Ferrara dopo quasi un ventennio di assenza a causa della famiglia Salinguerra avvenne solo grazie all'alleanza con la mwadwRepubblica di Venezia. La Serenissima in cambio ottenne importanti vantaggi commerciali e la presenza, presso la corte estense cittadina, di un mwad0visdomino, un suo alto magistrato con compiti di ambasciatore e controllore.cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-2[6]

mwaemObizzo II d'Este fu marchese, signore a vita di Ferrara dal 1264, signore di mwaeqModena nel 1288 e di mwaeuReggio Emilia dal 1289 al 1293. mwaeyDante gli riserva il mwaecgirone dei violenti per la sua vita fortemente segnata da lotte anche sanguinose. Quando arrivò al potere seppe ottenere l'appoggio dell'arcivescovo di mwaegRavenna per rendere stabile il dominio estense a mwaekFerrara che, essendo feudo papale, rese gli Este vicari papali. Morì probabilmente ucciso dai due figli maggiori, mwaeoAldobrandino e mwaesAzzo, perché aveva indicato come suo successore il figlio minore Francesco.cite-ref-32[32]

mwafeAzzo VIII d'Este fu al potere dal 1293 al 1308. Nei primi anni fu osteggiato dai fratelli maschi sostenuti dal modenese Lanfranco Landone e dalla famiglia Boschetti. Azzo VIII prevalse e iniziò a stringere alleanze con le signorie confinanti per tentare di rinsaldare il suo dominio, coinvolgendo in questa politica anche Milano, visto che la sorella Beatrice si era sposata con mwafiGaleazzo I Visconti. Nel 1305 ebbe problemi con Modena e Reggio perché sia Bologna sia Parma ripresero le ostilità contro queste due città e la situazione divenne più difficile quando contro gli Estensi si schierarono anche Verona e Mantova. Nei primi mesi del 1306 Modena e Reggio vennero perdute. Il suo testamento che lasciava al nipote mwafmFolco tutti i possedimenti causò, alla sua morte, un periodo di conflitti per la successione che portò alla mwafqprima guerra di Ferrara. Ferrara, Modena e Reggio per alcuni anni vennero perdute dalla casata. Per un breve periodo, malgrado le sue diverse disposizioni, gli succedette mwafuFresco d'Este.cite-ref-33[33]

mwafsFresco d'Este rimase al potere per pochi mesi nel 1308, in un periodo di difficoltà della casata che perse per vari anni il dominio di Ferrara e dei territori ad essa legati. Questo avvenne perché Azzo VIII nel testamento aveva disposto che la signoria passasse al nipote mwafwFolco mentre il podestà di Ferrara aveva invece decretato che la successione sarebbe toccata a Fresco. mwaf0Aldobrandino II d'Este e mwaf4Francesco si opposero e chiesero l'intervento di mwaf8papa Clemente V. Intervennero i veneziani ma le truppe pontificie riuscirono ad ottenere il controllo su Ferrara che per quasi nove anni, dal 309 al 1317, tornò sotto il diretto controllo dello mwagaStato Pontificio. Fresco riparò a Venezia e vi rimase col figlio mwageFolco sino alla sua morte, che avvenne nel 1312.

Gli Este quindi perdettero per un certo periodo dall'inizio del mwagmXIV secolo i loro diritti ereditari. A Ferrara vennero costretti a cedere la signoria dal 1308 al 1317, a Modena dal 1306 al 1336 e a Reggio dal 1306 al 1415.cite-ref-34[34] Questo rese difficile stabilire, in quegli anni, le successioni al potere, che furono ulteriormente complicate da discordie tra gli stessi eredi della casata.

Signori di Ferrara (1317-1471), signori di Modena (1336-1452) e signori di Reggio (1409-1452)

mwagoAldobrandino II d'Este salì al potere dal 1317 al 1326, in un periodo di rapporti molto difficili con il papato. Figlio di mwagsObizzo II d'Este, alla morte del fratello maggiore mwagwAzzo VIII d'Este divenne solo formalmente marchese di Ferrara.cite-ref-35[35]

mwahiObizzo III d'Este divenne signore di Ferrara dal 1326 al 1352 ma riuscì a riconciliarsi col papa solo nel 1344, riottenendo così da mwahmpapa Clemente VI il vicariato sulla città. Da mwahqManfredo I Pio ottenne nel 1336 la città di mwahuModena in cambio di mwahyCarpi e mwahcSan Marino. Quando morirono i fratelli (mwahgRinaldo e mwahkNicolò) rimase unico signore della città. Nel 1344 espanse i suoi domini anche verso Parma ma non riuscì mai a riconquistare la città di mwahoReggio.cite-ref-36[36]

mwaiaAldobrandino III d'Este fu al potere dal 1352 al 1361. All'inizio tentò di raggiungere un accordo con mwaieFrancesco d'Este, che viveva a mwaiiVenezia, ma questi, sostenuto anche dal cugino Rinaldo, si oppose ed ottenne il sostegno dei mwaimDa Carrara di mwaiqPadova, dei mwaiuMalatesta di mwaiyRimini e dei mwaicGonzaga di mwaigMantova. Aldobrandino a sua volta ricevette il sostegno di mwaikCangrande II della Scala e seppe ottenere da mwaioCarlo IV di Lussemburgo per sé e per il casato degli Estensi la signoria di mwaisModena e mwaiwFrignano. Fu per breve tempo in conflitto con i mwai0Visconti di mwai4Milano e per le contese sul dominio di mwai8Bologna si tenne su posizioni neutrali ottenendo in tal modo la riconferma del mwajavicariato di Ferrara.cite-ref-37[37]

mwajyNiccolò II d'Este, al potere dal 1361 al 1388. Nei primi anni si alleò con mwajcPadova, mwajgVerona e mwajkMantova contro mwajoBernabò Visconti. Ottenne la protezione di mwajspapa Urbano V, abbellì Ferrara con alcuni edifici monumentali come ad esempio, il mwajwmonastero di San Guglielmo. Un fatto tragico e importante avvenne il 3 maggio 1385, quando una folla inferocita assalì la cancelleria della corte e anche le forze del marchese non poterono opporsi. Il massimo magistrato, ritenuto responsabile delle politiche fiscali necessarie alla vita di corte ma in realtà esecutore delle volontà del signore, mwaj0Tommaso da Tortona, venne abbandonato dal marchese al suo tragico destino e ucciso dai rivoltosi. Pochi mesi dopo, sedata la rivolta, Niccolò II fece iniziare la costruzione del mwaj4Castello Estense, affidandone il progetto a mwaj8Bartolino da Novara. Il castello nacque così prioritariamente come difesa della corte contro i suoi stessi sudditi e divenne in seguito una principesca dimora rinascimentale.

mwakeAlberto V d'Este, al potere dal 1388 al 1393. Appena insediato come signore di Ferrara, succedendo al fratello Niccolò II, dovette far fronte alla rivolta di mwakiObizzo, figlio di Aldobrandino, e della madre mwakmBeatrice da Camino. Superato il pericolo e dopo aver messo a morte tutti i congiurati si dedicò alla guida del marchesato alleandosi con mwakqGian Galeazzo Visconti e mantenendo buoni rapporti col papa. Si recò anche a Roma, come penitente, ottenendo da mwakuPapa Bonifacio IX riconferme riguardo ai diritti della casata, l'annullamento di debiti e la concessione a fondare lo mwakymwakcStudio di Ferrara. Anche durante la sua signoria continuarono le guerre, in particolare contro Firenze, Bologna e Padova e intanto Ferrara si arricchì di importanti architetture, come il mwakgpalazzo Paradiso e la mwakkvilla di Belfiore.cite-ref-38[38]

mwak8Niccolò III d'Este, al potere dal 1393 al 1441. Rese Ferrara un grande centro culturale rinascimentale, anticipando l'azione dei suoi successori. Arrivò al potere giovanissimo, a soli 10 anni. Ebbe indubbie qualità diplomatiche e strategiche, ottenendo significativi risultati in molti campi. Seppe mantenere un atteggiamento prudente con le alleanze dovendo difendersi ad esempio da Padova, Venezia e Parma. Fece di Ferrara un nodo di interessi tanto da farvi tenere una sessione del mwalaConcilio che doveva trattare i rapporti con la Chiesa ortodossa, combattere le eresie e riformare la Chiesa cattolica. Riuscì ad annettere nuove terre alla signoria, come la mwaleGarfagnana, mwaliLugo e territori del Polesine a nord del Po. Ottenne il controllo di feudi come mwalmCrema, mwalqNovara e mwaluCastelnuovo di Tortona. Si alleò con mwalyFilippo Maria Visconti che gli diede fiducia tanto da far ritenere che il figlio Borso avrebbe potuto diventare un candidato alla successione a mwalcMilano. Fu noto anche per la sua intensa attività extraconiugale (fece nascere il detto "di qua e di là dal Po sono tutti figli di Niccolò") e per la tragica vicenda di mwalgUgo e mwalkParisina.cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-3[6]

mwal8Leonello d'Este, al potere dal 1441 al 1450. Durante i dieci anni nei quali fu marchese di Ferrara la città visse un periodo di grande vivacità culturale ed artistica. Fu un principe letterato e, forse unico tra tutti Este, credette fortemente nel valore della cultura. Per raggiungere l'obiettivo di rafforzare la situazione sempre precaria dello stato mirò al mantenimento della pace muovendosi con attenzione sul piano diplomatico e rilanciò lo mwamamwameStudio di Ferrara facendovi arrivare personalità che in seguito diedero vita ad un importante circolo letterario (ad esempio mwamiAngelo Decembrio, mwammTito Vespasiano Strozzi e mwamqGuarino Veronese).cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-4[6]

Secondo lo storico dell'arte Hermann Gundersheimer nel periodo compreso tra l'ascesa al potere di Leonello d'Este (1441) e la fine del ducato di Ercole I d'Este (1505) si concentrarono eventi che si possono ritenere come il momento centrale del dominio estense e dello splendore della città di Ferrara. In quei 64 anni si realizzò la massima espansione territoriale della signoria, vennero create alcune delle più significative opere architettoniche, vennero prodotti grandi lavori letterari e venne perfezionato il modello del "dispotismo rinascimentale".cite-ref-39[39]

Duchi di Ferrara (1471-1598), duchi di Modena (1452-1796), duchi di Reggio (1452-1796) e conti, poi principi, di Carpi (1527-1796)

mwaokDuchi di Ferrara, Modena e Reggio furono storicamente solo cinque sovrani con le rispettive consorti. Il primo tra questi, Borso, ottenne l'investitura durante la sua signoria, e successe a mwaooLeonello d'Este col titolo di marchese, titolo che conservò a lungo.

mwaowBorso d'Este, al potere dal 1450 al 1471, fu il primo a portare il titolo di mwao0duca della casata estense. Nel 1452 lo ricevette da mwao4Federico III d'Asburgo, divenendo mwao8duca di Modena e Reggiocite-ref-40[40] e nel 1471 mwapqanalogo titolo gli venne da mwapuPapa Paolo II.cite-ref-41[41]

Modena e Reggio facevano parte in quel periodo dei territori soggetti al Sacro Romano Impero, mentre Ferrara si trovava tra quelli soggetti alla Chiesa. Nel ventennio durante il quale fu signore indiscusso tentò senza successo di ampliare i confini territoriali dedicando tuttavia molte energie per ottenere le investiture ducali che, nel caso della nomina papale, arrivò a pochi mesi dalla sua morte. Fu personalità molto attenta alla sua immagine, e sono divenute famose alcune sue grandiose parate tese ad esaltare sia la grandezza del casato sia la sua personale.cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-5[6] Un'interpretazione storica più critica vede la sua nomina a duca da parte del papa come una forma di sottolineatura dello stato di mwap8feudo di Ferrara nei confronti dello mwaqaStato Pontificio, inoltre ne ridimensiona le virtù di buon governo, malgrado la sua celebrazione pittorica, in particolare in mwaqepalazzo Schifanoia.cite-ref-bassi53-42-0[42]

mwaqcErcole I d'Este, al potere dal 1471 al 1505, sposò mwaqgEleonora d'Aragona, figlia di mwaqkFerdinando I di Napoli, a dimostrazione del prestigio che godeva a quel tempo la casata estense.cite-ref-bassi53-42-1[42] Sin dall'inizio della sua signoria venne impegnato dalla mwaq4Serenissima che intendeva estendere il territorio sotto il suo controllo e durante gli scontri che ne seguirono perse i domini estensi nel mwaq8Polesine veneto a favore dei veneziani ma rinsaldò il suo controllo nelle terre a sud del mwaraPo.

Ebbe difficoltà anche con la discesa in Italia di mwariCarlo VIII di Francia, ma in questo secondo caso seppe destreggiarsi con più fortuna nelle alleanze. Dopo i primi anni di ducato divenne molto abile nel crearsi amicizie e legami, in particolare utilizzando il mezzo del matrimonio tra casate e famiglie al potere. Suo figlio Alfonso sposò mwarmLucrezia Borgia, figlia del papa regnante mwarqAlessandro VI, la figlia mwaruIsabella sposò mwaryFrancesco II Gonzaga, signore di Mantova, e un'altra figlia, mwarcBeatrice, sposò mwargLudovico il Moro, reggente e poi duca di Milano e anche signore di Genova.

A Ercole ed all'architetto di corte mwaroBiagio Rossetti si deve l'ampliamento della città, conosciuto come mwarsAddizione Erculea, che rese Ferrara la prima città moderna europea. Durante il suo ducato la città di Ferrara raggiunse uno splendore mai visto prima, anche se molto di questo venne pagato dalla popolazione che, specialmente nella sua parte più povera, visse anni difficili.cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-6[6]

mwaseAlfonso I d'Este, al potere dal 1505 al 1534, fu noto anche come mwasiduca artigliere. Abile come uomo di guerra e ottimo conoscitore delle armi più moderne del suo tempo non ebbe uguali capacità sul piano amministrativo e diplomatico. Si scontrò con due papi: mwasmPapa Pio III (successore di mwasqPapa Alessandro VI del quale aveva sposato in seconde nozze la figlia illegittima mwasuLucrezia) e mwasyPapa Giulio II ed arrivò quasi a perdere il ducato di Ferrara. Aderì alla mwascLega di Cambrai contro mwasgVenezia rimanendo alleato di mwaskLuigi XII di Francia anche dopo la pace tra i veneziani e mwasoPapa Giulio II. Il papa dichiarò il feudo di Ferrara vacante e lo scomunicò nel 1510 ma poco dopo Giulio II morì e Alfonso non subì conseguenze immediate da questo pesante atto del Vaticano che avrebbe potuto avere esiti drammatici.

Tra il 1526 ed il 1527 partecipò alla spedizione di mwaswCarlo V d'Asburgo contro il mwas0Papa Clemente VII e riottenne la conferma a duca di Ferrara nel 1530, anno in cui ottenne anche l'investitura imperiale della mwas4contea di Carpi, già occupata militarmente da tre anni ed elevata poi, nel 1535, a principato.

Nel periodo durante il quale fu al potere la dinastia estense attraversò una fase delicata legata alla ribellione dei fratelli di Alfonso, mwataFerrante e mwateGiulio. I due tentarono di arrivare al governo della città di Ferrara ma furono sconfitti, grazie anche al sostegno che ricevette dall'altro fratello, mwatiIppolito d'Este. I due rivoltosi furono imprigionati nelle segrete del mwatmCastello Estense. Ferrante morì ancora prigioniero, dopo 34 anni di carcere, nel 1540, mentre Giulio venne invece liberato solo nel 1559 da mwatqAlfonso II d'Este, quasi dimenticato da tutti.cite-ref-diciassette-signori-e-la-plebe-di-luciano-chiappini-6-7[6]

mwatoErcole II d'Este, al potere dal 1534 al 1559, sposò mwatsRenata di Francia, figlia del mwatwre di Francia Luigi XII e della duchessa mwat0Anna di Bretagna. Rese Ferrara un centro culturale importante, anche per la diffusione della Riforma in Italia, creando per questo attriti con la Chiesa. Con il papa e la Francia nel 1556 combatté la mwat4Spagna, ottenendo una pace separata nel 1558. Suo fratello, il cardinale mwat8Ippolito II d'Este fece costruire la celebre mwauaVilla d'Este a mwaueTivoli.

mwaumAlfonso II d'Este, al potere dal 1559 al 1597, visse da giovane per lunghi periodi presso la corte francese di mwauqEnrico II di Francia, dove si trovava anche quando morì il padre mwauuErcole II d'Este. Tornò subito a Ferrara e tra le sue prime decisioni graziò mwauyGiulio d'Este, prigioniero nel castello ormai da 53 anni, e fece allontanare dalla città la madre, mwaucRenata di Francia, che non era gradita alla Chiesa. Si alleò con l'Austria e sostenne mwaugMassimiliano II d'Asburgo contro i turchi. Mantenne Ferrara tra le grandi capitali culturali del tempo ma durante la sua signoria dovette anche affrontare un mwaukterremoto ed un grave periodo di carestie. Ebbe tre mogli: mwauoLucrezia di Cosimo I de' Medici, mwausBarbara d'Austria e mwauwMargherita Gonzaga ma morì senza eredi mwau0legittimi.

Nei diversi secoli che videro gli Este al governo di Ferrara, secondo mwau8Marco Folin, questi mostrarono un loro stile diverso rispetto alle altre casate del periodo storico. Nel momento della massima espansione territoriale del ducato controllarono un'area molto ampia a sud del Po ed ebbero un quarto di milione di sudditi. Malgrado le differenze locali tra i vari centri si adattarono e contemporaneamente si sovrapposero alle istituzioni territoriali già presenti.

Nel confronti di Ferrara, in particolare, ebbero molte attenzioni, ampliandola con numerose mwavgaddizioni (la più importante fu l'mwavkAddizione Erculea) sino a darle l'aspetto di una città moderna e la dignità di una capitale. Anche se pochi tra i signori estensi furono veramente consapevoli delle implicazioni culturali del loro governo tutti colsero le ricadute a livello politico che derivavano della protezione delle arti e delle lettere nei confronti delle altre dinastie.

Manifestarono grande tolleranza nei confronti degli ebrei accogliendoli sin dai primi tempi della loro presenza in città, e Ferrara divenne un punto di riferimento per gli esuli da Spagna e Portogallo, forse una delle poche alternative a mwavsPraga. E dagli ebrei ne ricevettero enormi vantaggi, ottenendo miglioramenti nei commerci ducali e, non di rado, sostegno economico per le loro imprese.

Diverso fu l'atteggiamento con i protestanti. Nel periodo della permanenza in città di mwav0Renata di Francia Ferrara divenne un centro di proselitismo per i mwav4calvinisti e questo non poté che creare grosse difficoltà con il mwav8Vaticano, tali da diventare una delle premesse per la perdita del feudo.cite-ref-43[43]

Con mwaykAlfonso II d'Este ebbe termine la discendenza diretta della famiglia e Ferrara cessò di essere la capitale del ducato. L'imperatore mwayoRodolfo II d'Asburgo riconobbe il cugino ed erede designato di Alfonso, mwaysCesare d'Este come mwaywduca di Modena e di Reggio, ma il mway0Papa Clemente VIII si rifiutò di fare altrettanto per mway4Ferrara: Cesare era figlio del marchese di Montecchio, mway8Alfonso d'Este, a sua volta figlio naturale, poi legittimato, del duca Alfonso I, ma Clemente VIII non riconobbe la validità di tale legittimazione e, considerando conseguentemente vacante il ducato di Ferrara, ne dispose la confisca alla mwazaCamera Apostolica (la cosiddetta mwazedevoluzione di Ferrara), con il che la città tornò alle dirette dipendenze dello mwaziStato Pontificio.

Cesare d'Este, al potere dal 1598 al 1628, fu il primo sovrano del ducato di Modena e Reggio dopo la devoluzione di Ferrara. Nella vecchia capitale aveva trascorso la sua giovinezza e, dopo il matrimonio con mwazqVirginia de' Medici nel 1586, aveva scelto come sua residenza il mwazupalazzo dei Diamanti, dove rimase sino al trasferimento della corte nella nuova capitale, mwazyModena. Con il trasferimento vennero spostati da Ferrara a Modena gli archivi di corte, molti effetti appartenenti alla casata come opere d'arte, biblioteca, artiglierie ed altro, spogliando in parte l'antica capitale di beni preziosi. Durante i suoi primi anni al potere venne affiancato da un potente consigliere ducale, il primo ministro mwazcGiovanni Battista Laderchi.cite-ref-44[44]

mwaz0Alfonso III d'Este rimase al potere dal 1628 al 1629, per soli sette mesi. Fu una personalità per certi aspetti contraddittoria; fiero difensore dell'onore degli Este sino a diventare assassino per questo ma anche estremamente religioso, legatissimo alla moglie mwaz4Isabella di Savoia e capace di abdicare in favore del primogenito mwaz8Francesco facendosi mwa0afrate cappuccino a mwa0eMerano. Fondò, col nome di Giambattista da Modena, un monastero a mwa0iGorizia,cite-ref-45[45] andò a mwa0cVienna e ad mwa0gInnsbruck e poi, alcuni anni dopo, tornò di nuovo a Modena per predicare contro gli ebrei e in difesa di una più rigida morale a corte.cite-ref-46[46]

Principi di Correggio (1635-1796), duchi della Mirandola e marchesi di Concordia (1710-1796), conti di Novellara e Bagnolo (1737-1796) e principi di San Martino d'Este (1752-1796)

mwa08Francesco I d'Este rimase al potere dal 1629 al 1658. Divenuto signore del ducato giovanissimo si dimostrò uno dei sovrani più autoritari tra gli Este. Impose forti tasse al popolo per rafforzare le opere di difesa sul territorio in considerazione del mwa1aperiodo di guerre che stava attraversando l'intera Europa e, da subito, si trovo a dover affrontare anche una tremenda mwa1eepidemia di peste che colpì in modo pesantissimo pure Modena, portando alla morte quasi metà della sua popolazione. Francesco fuggì dalla città e trasferì la sua corte a mwa1iRivalta riuscendo a salvare tutta la sua famiglia. Superati i primi tragici anni cercò di stringere alleanze con Francia e Spagna, e, in un suo viaggio a Madrid, venne ritratto in un mwa1mcelebre dipinto da mwa1qDiego Velázquez. Francesco fu molto vanitoso, posò per altri ritratti o sculture, come ad esempio per un suo busto scolpito da mwa1uGian Lorenzo Bernini nel 1651, e si circondò di una corte accondiscendente ed adulante. Seppe tuttavia anche ascoltare il popolo, e protesse artisti e letterati come mwa1yAlessandro Tassoni.cite-ref-47[47]

mwa1wAlfonso IV d'Este rimase al potere dal 1658 al 1662, per soli quattro anni. Ottenne il dominio di mwa10Correggio con accordi che coinvolsero sia la Francia che la Spagna. Raggiunse tale risultato anche grazie ai consigli di strategia politica che ricevette dal cardinale mwa14Giulio Mazzarino, del quale aveva sposato una nipote, la contessa mwa18Laura Martinozzi. Tentò di riportare tra i territori estensi anche Ferrara e Comacchio, ma in questo non ottenne alcun risultato.cite-ref-48[48]

mwa2uLaura Martinozzi, al potere come reggente dal 1662 al 1674, fu l'esponente femminile della casata estense più rilevante nel periodo di Modena e Reggio. Pur non essendo previsto dalla linea di successione, fu di fatto duchessa dalla morte del consorte, Alfonso IV, sino a quando il potere le venne sottratto dal figlio Francesco II, arrivato ai quattordici anni, su istigazione di mwa2yCesare Ignazio d'Este, che a tal fine ordì una congiura in un momento di assenza da Modena della reggente. Fu duchessa controversa, governò lo stato in un momento difficile ma ne risanò le finanze, fu spietata con alcuni della casata, dura con la comunità ebraica di Reggio che rinchiuse in un mwa2cghetto ma capace di grandi atti di carità. A lei si devono i lavori per ultimare il mwa2gpalazzo Ducale di Modena, della mwa2kDelizia di mwa2oSassuolo e la fondazione del monastero della Visitazione accanto al palazzo ducale.cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]

mwa3qFrancesco II d'Este ebbe il potere effettivo dal 1674 al 1694. Divenuto duca all'età di 2 anni, la madre mwa3uLaura Martinozzi assicurò la reggenza del ducato sino al 1674 quando, su istigazione del cugino mwa3yCesare Ignazio, venne spodestata. All'inizio delegò molti incarichi di governo a Ignazio. Nel 1692 sposò mwa3cMargherita Maria Farnese, principessa di Parma, dalla quale non ebbe figli e morì all'età di 34 anni.cite-ref-goldoni130131-51-0[51]

mwa30Rinaldo d'Este fu al potere dal 1694 al 1737. Divenne duca di Modena e Reggio dopo essere stato mwa34cardinale ed aver lasciato la via ecclesiastica per mantenere la linea ereditaria del ducato alla casata. Sposò mwa38Carlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg e questo, dopo 600 anni di separazione tra le famiglie Este e mwa4aWelfen, riunì i casati. Iniziò a tentare di risollevare le condizioni economiche del suo territorio ma la morte di mwa4eCarlo II di Spagna scatenò la mwa4iGuerra di successione spagnola che fece sentire le sue conseguenze anche a Modena e Reggio; le truppe francesi invasero Modena da Reggio e Rinaldo riparò a mwa4mBologna. Nel 1706 le truppe tedesche, alle quali Rinaldo si era alleato, riconquistarono il ducato e così gli Este riottennero il controllo che avevano perduto ma trovarono un ducato in condizioni economiche ancora peggiorate. Si ebbero poi nuove invasioni territoriali in seguito alla mwa4qguerra di successione polacca ma, alla fine delle guerre, ottenne la mwa4uContea di Novellara. Quando morì la reggenza andò brevemente alle figlie Benedetta e Amalia poiché l'erede designato mwa4yFrancesco III d'Este si trovava in mwa4cUngheria al servizio dell'imperatore mwa4gCarlo VI d'Asburgo per combattere contro l'mwa4kImpero ottomano.cite-ref-goldoni130131-51-1[51]

mwa48Francesco III d'Este fu al potere dal 1737 al 1780. Alla morte del padre si trovava in Ungheria e rientrò a Modena alla fine del 1737 mentre la moglie mwa5aCarlotta Aglae di Borbone-Orléans, che era a mwa5eParigi, lo raggiunse a Modena solo alla fine del giugno 1739. Perse per un breve periodo il controllo del ducato, divenne ufficiale nell'esercito spagnolo e riottenne il ducato con la mwa5ipace di Aquisgrana. Per risanare i bilanci dello stato sempre in cattive condizioni vendette molti tra i quadri della mwa5mGalleria Estense ad mwa5qAugusto III di Polonia che li trasferì a mwa5uDresda. Questa, che fu definita la mwa5yvendita di Dresda, fu una delle più gravi alienazioni del patrimonio pittorico italiano.

Fondazione di casa d'Austria-Este

Nel 1741 Francesco III e mwa5sRicciarda Gonzaga, duchessa reggente di mwa5wMassa e Carrara, combinarono il matrimonio dei loro rispettivi eredi, mwa50Ercole d'Este e mwa54Maria Teresa Cybo-Malaspina, ciò che poneva le basi per il conseguimento da parte degli Este della secolare aspirazione allo sbocco sul mwa58Mar Tirreno. Il matrimonio però fu infelicissimo: la coppia ebbe soltanto due figli, la primogenita mwa6aMaria Beatrice e un maschio Francesco, morto in fasce, dopodiché apparve immediatamente chiaro a tutti che non avrebbe procreato ulteriormente, stanti i rapporti burrascosi tra i due coniugi, che si erano separati in via definitiva.

Consapevole di ciò, Francesco III operò per impedire che il ducato di Modena subisse la stessa sorte toccata, quasi due secoli prima, a mwa6iquello di Ferrara, venendo dichiarato feudo imperiale vacante e venendo quindi mwa6msic et simpliciter incamerato dall'mwa6qImpero, così come Ferrara lo era stata dal mwa6uPapato. Per assicurare la continuità degli Stati Estensi come entità autonoma e per garantire il futuro della nipotina e la sopravvivenza del nome di famiglia, nel 1753 Francesco III stipulò due accordi contestuali con la mwa6ycasa d'Austria (che deteneva la corona imperiale): con il primo, pubblico, la piccola Maria Beatrice, allora di soli tre anni, veniva promessa in sposa al terzogenito maschio della coppia imperiale, l'arciduca mwa6cPietro Leopoldo; con il secondo, segreto, Francesco III designava lo stesso Pietro Leopoldo come futuro successore degli Este al momento dell'eventuale estinzione della linea maschile dalla casata, mentre l'arciduca veniva impegnato ad assumere il cognome estense, a mantenere i suoi stati separati da quelli austriaci e a fissarvi la sua dimora, nonché, nel caso venisse chiamato a regnare a Vienna, a rinunciare ai domini estensi a favore di suo figlio o di altro membro non regnante della famiglia imperiale. Nel frattempo Francesco III (sostituito, in caso di morte dal figlio Ercole) assumeva mwa6gad interim il mwa6kgovernatorato di Milano, destinato, nell'organigramma degli Asburgo-Lorena, al terzogenito, incarico che avrebbe mantenuto fino alle nozze. Se il mwa6oGranducato di Toscana si era assicurato la sopravvivenza dopo l'estinzione dei mwa6sMedici diventando una «secondogenitura», con gli accordi del 1753 Modena divenne in sostanza una sorte di inedita «terzogenitura».cite-ref-52[52]

Nel 1761 la morte improvvisa dell'arciduca mwa7eCarlo Giuseppe, secondogenito maschio degli mwa7iAsburgo-Lorena, sembrò scompaginare le carte: Pietro Leopoldo, per così dire, saliva di un gradino nella scala della successione, diventando erede del Granducato di Toscana e ricevendo anche in dote la prospettiva delle nozze con l'mwa7minfanta di Spagna, mwa7qMaria Luisa di Borbone, ma con ciò diventavano del tutto anacronistiche le previsioni dell'accordo del 1753. Francesco III e la corte austriaca non ebbero però tentennamenti e, nonostante la veemente opposizione di Ercole, padre della fidanzata, firmarono nel 1763 un nuovo accordo che lasciava intatte le clausole di dieci anni prima, semplicemente sostituendo il nome di Pietro Leopoldo con quello del fratello minore mwa7uFerdinando, che all'epoca del primo accordo non era neppure ancora nato e che era quindi assai più giovane della sua promessa. Il 18 gennaio 1771 la mwa7yDieta Perpetua di Ratisbona sancì, con proprio atto, il riconoscimento di Ferdinando come successore al trono di tutti i feudi degli Este,cite-ref-53[53] e il 30 gennaio l'imperatore mwa7sGiuseppe II promulgò il diploma di investitura;cite-ref-54[54] dopodiché, il 15 ottobre, l'arciduca e la duchessina, finalmente cresciuti quel tanto che serviva, convolarono felicemente a nozze, dando origine alla nuova casata degli mwa8aAustria-Este, benedetta ben presto da numerosa figliolanza. Francesco III restituì allora al genero il governatorato di Milano.

Il padre di Maria Beatrice, Ercole III d'Este, al potere dal 1780 al 1796, fu l'ultimo mwa8iduca Modena e Reggio. Venne deposto dai mwa8mfrancesi e morì nel 1803. Stante la soppressione del ducato, Ferdinando non fu in grado di succedergli materialmente, e morì ben presto anch'egli, nel 1806. Maria Beatrice fu a sua volta deposta, sempre nel 1796, dalla carica di mwa8qduchessa di Massa e principessa di Carrara, per la quale non si applicava la legge salica e in cui era quindi succeduta alla madre nel 1790.

Duchi di Modena, Reggio, Mirandola (1814-1859), duchi di Massa e principi di Carrara (1814-1859) e duchi di Guastalla (1848-1859)

Dopo la mwa8crestaurazione gli Stati Estensi vennero ricostituiti ed il figlio di Maria Beatrice, mwa8gFrancesco IV, fu insediato come duca di mwa8kModena, mwa8oReggio e Mirandola, in quanto erede di suo padre, l'arciduca Ferdinando d'Austria. La stessa Maria Beatrice fu invece restaurata mwa8smwa8wsuo jure sul trono mwa80ducale di Massa e Carrara e le furono altresì attribuiti anche i feudi imperiali della mwa84Lunigiana, non ripristinati dal mwa88Congresso di Vienna e da lei subito passati al figlio. Alla sua morte, nel 1829, questi ereditò anche i titoli toscani della madre, concretizzando quindi, finalmente, anche sul piano giuridico, il raggiungimento dello sbocco al mar Tirreno da parte del ducato di Modena. A Francesco IV succedette il figlio mwa9aFrancesco V, che fu deposto nel 1859, e gli Stati Estensi furono annessi nel 1860 al mwa9eRegno di Sardegna.

Ramo dei Welfen

La casata mwa90Welfen ebbe solo le origini in comune con gli Este, rappresentate da mwa94Alberto Azzo II d'Este (1009 - 1097), figlio di mwa98Alberto Azzo I, che è considerato il progenitore dei Guelfi mwa-aDuchi di Baviera, dei mwa-econti e poi mwa-iDuchi di Brunswick-Lüneburg, dei mwa-mDuchi di Sassonia-Lauenburg e degli mwa-qelettori Hannover, da cui derivarono i mwa-uRe di Gran Bretagna e di Irlanda.cite-ref-55[55] mwa-oCarlotta Felicita di Brunswick-Lüneburg (1671 - 1710), sposò mwa-sRinaldo d'Este, riunendo dopo 600 anni i due rami della originaria casa. Tra i Welfen si possono ricordare alcuni importanti membri:

• mwa-4Guelfo I di Baviera (? - 1101), mwa-8duca di Baviera;
• mwa-eEnrico IX di Baviera (1074 - 1126), duca di Baviera;
• mwa-mEnrico X di Baviera (~1108 - 1139), duca di Baviera e mwa-qduca di Sassonia;
• mwa-yEnrico il Leone (1129 - 1195), duca di Baviera e duca di Sassonia;
• mwa-gGuglielmo di Winchester (1184 - 1213), signore di mwa-kLuneburgo;
• mwa-4Alberto I di Brunswick-Lüneburg (1236 - 1279), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbaaMagnus I di Brunswick-Wolfenbüttel (1304 - 1369), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbaiMagnus II di Brunswick-Wolfenbüttel (1328 - 1373), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbaqBernardo I di Brunswick-Lüneburg (1362 - 1434), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbayErnesto I di Brunswick-Lüneburg (1497 - 1546), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbagGuglielmo il Giovane di Brunswick-Lüneburg (1535 - 1592), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbaoGiorgio di Brunswick-Lüneburg (1582 - 1641), duca di Brunswick-Lüneburg;
• mwbawGiovanni Federico di Brunswick-Lüneburg (1625 - 1679), duca di Brunswick e mwba0principe di Calenberg;
• mwba8Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg (1629 - 1698), duca di Brunswick e principe di Calenberg, mwbbaelettore designato di Hannover. Sposò mwbbeSofia del Palatinato, figlia di mwbbiElisabetta Stuart;
• mwbbqGiorgio I di Gran Bretagna (1660 - 1727), elettore di Hannover e poi anche mwbbuRe di Gran Bretagna e d'Irlanda.
• mwbbcErnesto Augusto I di Hannover (1771 - 1851), mwbbgre di Hannover dal 1837, dopo la rottura dell'unione personale con il regno di Gran Bretagna e Irlanda,

Rami cadetti di Casa d'Este

Linea dei Marchesi d'Este (1308-1463)

Ramo cadetto originatosi con mwbbwFrancesco d'Este ai tempi della contesa con mwbb0Fresco d'Este ed estintosi con il condottiero mwbb4Bertoldo II d'Este, morto senza eredi nel 1463 nell'assedio di Corinto.

• mwbceFrancesco d'Este (? - 1312)
• mwbcmAzzo IX d'Este (? - 1318)
• mwbcuBertoldo I d'Este (? - 1343)
• mwbccFrancesco d'Este (1325 - 1384)
• mwbckAzzo X d'Este (1344 - 1415)
• mwbcsTaddeo d'Este (1390 - 1448)
• mwbc0Bertoldo II d'Este (1434 - 1463)

Este di San Martino (1490-1752)

Il territorio di mwbduSan Martino in Rio anche conosciuta come San Martino d'Este, appartenne a Casa d'Este sin dal 1430, prima sotto il dominio di mwbdyNiccolò III d'Este che nel 1440 approvò gli Smwbdctatuta, poi con i suoi successori Leonello, Borso e infine con Ercole I, che lo cedette al fratello Sigismondo nel 1490.cite-ref-56[56]cite-ref-57[57]cite-ref-58[58] mwbeqSigismondo I d'Este ottenne che la Signoria diventasse indipendente subentrando all'antico feudo di mwbeuSan Martino in Rio con mwbeyCampogalliano, mwbecCastellarano, San Cassiano e Roteglia. Alla fine del mwbegXVI secolo, come mwbekfeudo imperiale, fu elevato a marchesato, e infine, nel 1747, a principato. Con la morte di mwbeoCarlo Filiberto II d'Este nel 1752, la linea sigismondina si estinse e il feudo, seppur temporaneamente concesso, fino al 1767, alla vedova e poi alla figlia di Carlo Filiberto, fu riassorbito dalla Camera Ducale.

• mwbe0Sigismondo I d'Este (1433 – 1507)
• mwbe8Ercole d'Este (1470 c. - 1523)
• mwbfeSigismondo II d'Este (? - 1561)
• mwbfmFilippo I d'Este (1537 - 1592)
• mwbfuCarlo Filiberto I d'Este (1571 - 1652)
• mwbfcFilippo II Francesco d'Este (1621 - 1653)
• mwbfkCarlo Emanuele d'Este (1622 – 1695)
• mwbfsSigismondo III d'Este (1647 - 1732)
• mwbf0Carlo Filiberto II d'Este (1678 - 1752)

Este di Montecchio (1534-1597)

marchesi-di-montecchio La breve linea degli Este di Montecchio, trasse origine da mwbguAlfonso d'Este, figlio naturale del duca mwbgyAlfonso I d'Este, al quale il padre aveva assegnato importanti possedimenti. L'imperatore mwbgcFerdinando I d'Asburgo nel mwbgg1569 aveva elevato il Titolo a mwbgkMarchesato di mwbgoMontecchio.cite-ref-59[59]

• mwbheAlfonso d'Este (1527 - 1587)
• mwbhmCesare d'Este (1562 - 1628)

Este di Scandiano (1643-1725)

• mwbhcLuigi I d'Este (1594 - 1664)
• mwbhkLuigi II d'Este (1648 - 1698)
• mwbhsForesto d'Este (1652 - 1725)

Ramo di Tortorici

Un ramo degli Este si è trapiantato a mwbiiTortorici in mwbimSicilia nella metà del mwbiqXVI secolo, forse a causa di dissidi con il ramo ducale. La città di Tortorici, si riscattò dal dominio feudale nell'anno 1628, divenendo la 41ª città demaniale del Regno di Sicilia. I membri del ramo di Tortorici, per oltre tre secoli ricoprirono importanti cariche pubbliche ed appartengono alla casata ducale d'Este Orioles.cite-ref-contironco-60-0[60]cite-ref-desteorioles-61-0[61]cite-ref-storiapatria-62-0[62]

Il ramo che dette origine al cognome d'Este Orioles risale a Beringario III barone di Sampiero padre di Melchiorre da cui Francesco, sindaco generale di Tortorici nel 1637. Dal matrimonio di Francesco e Angila Romeo, nacque Ioanna Orioles che sposò nel 1662 Antonino d'Este. Con lettera patente nel 1663 dal viceré di Sicilia Antonino divenne conte del ramo d'Este Orioles e signore di San Giuliano. Il duca di Modena Ercole III d'Este nel 1798 concesse ai Tortorici il titolo ducale e i discendenti nelle città di Tortorici e mwbjiCivitavecchia sono pretendenti al mwbjmducato di Modena e Reggio ancora nel XXI secolo.cite-ref-contironco-60-1[60]cite-ref-desteorioles-61-1[61]cite-ref-63[63]cite-ref-64[64]

Eredità dinastica di Casa d'Austria-Este dopo la morte del duca Francesco V

La dinastia d'Austria-Este si estinse nella linea maschile con la morte di mwblaFrancesco V, già deposto nel 1859 e deceduto nel 1875. Egli, dal momento della sua deposizione sino a quello della morte, tentò di mantenere viva la possibilità di ricostituire gli antichi Stati Estensi e il grado del suo attaccamento all'eredità ideale dei suoi antenati italiani è dimostrato dalle condizioni inderogabili che egli pose per la sua successione. Essendo egli privo di figli maschi (anche l'unica femmina era deceduta in fasce), nominò erede universale l'arciduca d'Austria mwbleFrancesco Ferdinando, figlio primogenito del fratello dell'imperatore, l'arciduca mwbliCarlo Ludovico. Tra le condizioni imposte per la successione, a minaccia di passare la stessa ai due figli mwblmBorbone di sua sorella mwblqMaria Beatrice, c'erano l'assunzione del cognome d'Austria-Este, il mantenimento dell'arma degli Este nello stemma di famiglia, il corretto apprendimento dell'italiano, scritto e parlato, e il divieto di matrimoni non cattolici. Francesco Ferdinando accettò l'eredità e modificò il proprio cognome, ma il problema della successione si riaprì al momento del suo mwbluassassinio a Sarajevo nel 1914. I suoi figli erano nati da un mwblymatrimonio morganatico e non potevano quindi accampare diritti sull'eredità, che passò conseguentemente al nipote mwblcCarlo Francesco; quando questi però divenne imperatore, nel 1916, dovette a sua volta rinunziare all'eredità estense e lo fece in favore del suo secondogenito mwblgRoberto, sulla base della considerazione che il primogenito mwblkOttone era destinato a succedere sul trono imperiale.cite-ref-66[66] Nelle vene di Roberto, cui nel 1917, quando aveva due anni, fu attribuito il cognome d'Austria-Este, scorreva del resto anche il sangue degli ultimi Este, in quanto, tramite sua madre mwbl4Zita di Borbone-Parma, egli era pronipote di sesto grado, in linea diretta, di mwbl8Maria Beatrice d'Este.

La tradizione dinastica è mantenuta da mwbmeLorenzo d'Austria-Este, figlio maggiore dell'arciduca Roberto d'Austria-Este, sposato con la principessa mwbmiAstrid del Belgio, unica figlia di mwbmmAlberto II dei Belgi. Dal 1991 i figli della coppia si fregiano del titolo di arciduca (arciduchessa) d'Austria-Este e principe (principessa) del Belgio. Nel 1995 Lorenzo ha ricevuto il titolo addizionale di principe del Belgio. Il maggiore dei loro figli è il principe Amedeo, arciduca d'Austria-Este, nato nel 1986.

La mwbmupatrilinearità diretta degli Este, distaccandosi dal ramo italiano, continua col ramo tedesco e con i discendenti di mwbmyGuelfo d'Este. Guelfo fu mwbmcduca di mwbmgBaviera e, sposando mwbmkGiuditta di Fiandra, originò il casato dei mwbmoWelfen, quindi il mwbmscasato di Hannover. Secondo questa linea il discendente diretto degli Este è il principe mwbmwErnesto Augusto di Hannover, padre di Ernst August V e quindi suocero di mwbm0Carolina di Monaco.

Nobili e sovrane della famiglia d'Este

• mwbnwBeatrice d'Este (1215 – 1245), figlia di mwbn0Aldobrandino I d'Este, sposò mwbn4Andrea II d'Ungheria e fu mwbn8regina consorte d'Ungheria
• mwboeTaddea d'Este (1365 – 1404), figlia di mwboiNiccolò II d'Este e mwbomVerde della Scala, fu sposa di mwboqFrancesco II da Carrara quindi ultima Signora consorte di Padova della famiglia mwbouDa Carrara.
• mwbocGinevra d'Este (1419 – 1440), figlia di mwbogNiccolò III d'Este e mwbokParisina Malatesta, fu sposa di mwbooSigismondo Pandolfo Malatesta quindi mwbosSignora consorte di Rimini.
• mwbo0Isabella d'Este (1474 – 1539), figlia di mwbo4Ercole I d'Este e mwbo8Eleonora d'Aragona, sposò mwbpaFrancesco II Gonzaga, marchese di mwbpeMantova. Fu tra le personalità più influenti del mwbpiRinascimento.
• mwbpqBeatrice d'Este (1475 – 1497), figlia di Ercole I d'Este e Eleonora d'Aragona, sposò mwbpuLudovico il Moro e fu mwbpyduchessa di Milano e di mwbpcBari. Personalità di primo piano nella politica italiana di fine Quattrocento.
• mwbpkEleonora d'Este (1515 - 1575), figlia di mwbpoAlfonso I d'Este e mwbpsLucrezia Borgia.
• mwbp0Isabella Maria d'Este (1519 – 1521), figlia di Alfonso I e Lucrezia Borgia.
• mwbp8Anna d'Este (1531 – 1607), figlia primogenita di mwbqaErcole II d'Este e mwbqeRenata di Francia. In prime nozze sposò mwbqiFrancesco I di Guisa e fu duchessa d'mwbqmAumale, poi di mwbqqGuisa; in seconde nozze sposò mwbquGiacomo di Savoia-Nemours divenendo duchessa di mwbqyNemours e del mwbqcGenevese.
• mwbqkLucrezia d'Este (1535 – 1598), figlia di Ercole II e Renata di Francia. Sposò mwbqoFrancesco Maria II Della Rovere e fu duchessa di mwbqsUrbino.
• mwbq0Eleonora d'Este (1537 - 1581), ultima figlia di Ercole II e Renata di Francia.
• mwbq8Laura d'Este (1590 o 1594 – 1630), figlia di mwbraCesare d'Este e mwbreVirginia de' Medici. Sposò giovanissima mwbriAlessandro I Pico della Mirandola e fu mwbrmduchessa consorte di mwbrqMirandola e mwbrumarchesa di mwbryConcordia.
• mwbrgEleonora d'Este (1597 - 1661), figlia di Cesare d'Este e Virginia de' Medici, entrò giovanissima nel mwbrkmonastero di Santa Chiara di mwbroCarpi del quale divenne badessa.
• mwbrwMargherita d'Este (1619 – 1692), figlia di mwbr0Alfonso III d'Este e mwbr4Isabella di Savoia. Sposò mwbr8Ferrante III Gonzaga e divenne duchessa consorte di mwbsaGuastalla.
• mwbsiAnna Beatrice d'Este (1626 – 1690), figlia di Alfonso III e Isabella di Savoia. Sposò mwbsmAlessandro II Pico della Mirandola e divenne duchessa consorte della mwbsqMirandola, oltre ad essere principessa di Modena e Reggio, del Sacro Romano Impero, signora consorte di Concordia e di San Martino in Spino e Cividale.
• mwbsyIsabella d'Este (1635 - 1666), figlia di mwbscFrancesco I d'Este e mwbsgMaria Farnese. Sposò mwbskRanuccio II Farnese e fu mwbsoduchessa consorte di Parma e mwbssPiacenza.
• mwbs0Eleonora d'Este (1643 - 1722), figlia di Francesco I e Maria Farnese. Si fece suora col nome di Maria Francesca dello Spirito Santo e viene considerata mwbs4venerabile dalla mwbs8Chiesa cattolica.
• mwbteMaria d'Este (1644 – 1684), figlia di Francesco I e Maria Farnese. Fu la seconda moglie di Ranuccio II Farnese (dopo la sorella Isabella, morta nel 1666) e come tale duchessa consorte di Parma e Piacenza.
• mwbtmMaria di Modena (1658 - 1718), figlia di mwbtqAlfonso IV e di mwbtuLaura Martinozzi, fu sposa di mwbtyGiacomo II Stuart, e come tale mwbtcregina consorte d'Inghilterra, di mwbtgScozia e d'mwbtkIrlanda, dal mwbto1685 al mwbts1688.
• mwbt0Maria Beatrice d'Este (1750 - 1829), figlia di mwbt4Ercole III d'Este, ultimo duca di Modena e Reggio, e di mwbt8Maria Teresa Cybo-Malaspina, sovrana mwbuaduchessa di Massa e principessa di Carrara, fu sposa di mwbueFerdinando d'Asburgo-Lorena, dando così origine alla nuova casa d'mwbuiAustria-Este, e successe alla madre come ultima sovrana dei suoi Stati toscani.

Altre personalità maschili della famiglia d'Este

• mwbusAzzo V d'Este (1125 – 1193), figlio di mwbuwObizzo I d'Este, legato alla vicenda del rapimento di mwbu0Marchesella Adelardi che probabilmente sposò portando le ingenti ricchezze degli Adelardi alla casata.
• mwbu8Contardo d'Este (1216 – 1249), figlio di mwbvaAzzo VII d'Este. È annoverato tra i santi.
• mwbviFrancesco d'Este (? - 1312), Marchese d'Este, figlio di mwbvmObizzo II d'Este.
• mwbvuTaddeo d'Este (1390 circa - 1448), condottiero, figlio di mwbvyAzzo IX d'Este, nel 1439 difese mwbvcBrescia contro mwbvgNiccolò Piccinino.
• mwbvoUgo d'Este (1405 – 1425), figlio di mwbvsNicolò III d'Este.
• mwbv0Bertoldo d'Este (1434 - 1463), figlio di mwbv4Taddeo d'Este, condottiero al servizio dei veneziani.
• mwbwaBertoldo I d'Este (? - 1343), Marchese d'Este, sposò Caterina da Camino.
• mwbwiFrancesco d'Este (1325 - 1384), Marchese d'Este, sposò Caterina Visconti e Taddea di Barbiano.
• mwbwqAzzo IX d'Este (1344 - 1415), Marchese d'Este, sposò Tommasina Guarnioni, Ricciarda da Camino e Amabilia di Collalto.
• mwbwyBertoldo II d'Este (? - 1463), senza eredi, ultimo Marchese della città di Este.
• mwbwgIppolito II d'Este (1509 - 1572), figlio di mwbwkAlfonso I d'Este e di mwbwoLucrezia Borgia arcivescovo di Milano a soli dieci anni.
• mwbwwLuigi d'Este (1538 - 1586), fratello di mwbw0Alfonso II d'Este, vescovo e cardinale di mwbw4Ferrara nel 1561 e legato in mwbw8Francia nel 1576.
• mwbxeAlmerico d'Este (1641 - 1660), figlio di mwbxiFrancesco I d'Este.
• mwbxqBorso d'Este (1605 - 1657).
• mwbxyCarlo Emanuele d'Este (1622 - 1695), dei marchesi di mwbxcSan Martino.
• mwbxkRinaldo III (1618 - 1672), fratello di mwbxoFrancesco I d'Este, fu cardinale nel 1641 e fu chiamato a mwbxsModena nel 1647 a reggere lo stato.

Principali edifici militari e civili legati agli Este

Ferrara

Un primo nucleo fondamentale di strutture edificate dalla famiglia è costituito dalle mwbzgDelizie estensi, quasi tutte nel territorio della mwbzkprovincia di Ferrara. Queste rappresentano in modo significativo la capacità degli Este di influenzare culturalmente, nel periodo mwbzorinascimentale, il paesaggio del mwbzsDelta del Po e del resto del territorio ferrarese, contribuendo così a far inserire la città nella lista dei mwbzwPatrimoni dell'umanità.cite-ref-67[67] Alcune strutture meritano una particolare attenzione:

• mwbbePalazzo Trotti Mosti d'Este
• mwbbyRocca di Stellata (mwbbcBondeno)
• Palazzo Mosti (Bondeno)
• mwbboRocca di Cento (mwbbsCento)
• Palazzo del Governatore (Cento)
• mwbb4Delizia di Copparo (Copparo)
• mwbcaVilla della Mensa (Copparo)
• mwbciCastello di Mesola (mwbcmMesola)
• Casino di caccia La Tagliata (Codigoro)
• Torre Tieni (mwbcwFiscaglia)
• Delizia di Migliaro - Casa Pavanelli (Fiscaglia)

Modena

• mwbegBosco della Saliceta (San Felice sul Panaro)
• mwbe0Rocca di Vignola (mwbe4Vignola)

A mwbfaModena e provincia sono presenti anche:

• Palazzo Caserma Ducale Santa Margherita
• Carcere Ducale Santa Eufemia
• Carcere Ducale Saliceta San Giuliano
• Collegio dei Nobili san Carlo Zocca
• Collegio dei Nobili Villa Molza Camposanto
• Casino dei Nobili Palazzo Tacoli
• Villa Pentetorri Ducale
• Palazzo Ducale Milizia Estense Caserma Santa Chiara
• Palazzo Ducale Intendenza delle Finanze estensi
• Caserma Ducale Cavallerizza e Carrozze dei Dragoni Estensi
• Palazzo Ducale - Palazzo Foresto
• Castello e torre di Baggiovara
• Casino Ducale Lesignana
• Porto e Darsena Ducale di Bomporto
• Castello di Campogalliano
• Villa Ducale del Corletto Formigine

• Castello di Magreta (Formigine)
• Dosile Chiusa Ducale, Magreta
• Bocchetta Chiusa Pincetti, Magreta
• Palazzo Ducale Intendenza della Milizia Mirandola
Palazzo Ducale (Sassuolo)
• Palazzina della Casiglia (Sassuolo)
• Palazzina Ducale detto Ovile (Sassuolo)
• Palazzina del Belvedere Ducale (San Michele dei Mucchietti)
• Tenuta Ducale di Caccia delle Casiglie (Sassuolo)
• Collegio dei Nobili San Carlo (Sassuolo)
• Ponte Ducale con Torrioni (San Cesario sul Panaro)
• Palazzo Castellazzo Trotti Mosti D'Este (Palagano)
• Palazzina e Bosco Ducale (Lama Mocogno)
• Castello Campori (Soliera)
• Fabbrica Ducale Prodotti Esplodenti (Spilamberto)

Reggio Emilia


A mwbhsReggio Emilia e provincia sono presenti anche:

• Villa Ducale di Rivaltella (Reggio Emilia)
• Villa d’Este e la Vasca di Corbelli (Reggio Emilia)
• Carcere Ducale - Forte di Rubiera (Rubiera)
• Rocca di Castelnovo di Sotto (Castelnovo di Sotto)

• Foro Boario - Caserma Zucchi (Reggio Emilia)
• Deposito Stalloni (Reggio Emilia)
• Castello di San Polo d'Enza (San Polo d'Enza)
• Acquedotto del Duca Borso d'Este (San Polo d'Enza)

Garfagnana
Altre province italiane

• mwbjmPalazzo Estense (mwbjqVarese)
• mwbjyVilla Mirabello (mwbjcVarese)
• mwbjkVilla d'Este (mwbjoCernobbio)
• mwbjwVilla d'Este (mwbj0Tivoli)
• mwbj8Fondaco dei Turchi (mwbkaVenezia)
• mwbkiCastello del Catajo (mwbkmPadova)
• mwbk0Palazzo Cybo Malaspina (Carrara)
• mwblePalazzo Del Medico (Carrara)

In altre province italiane sono presenti anche:

• Piramidi Ducali (Abetone)
• Rocca Estense (Lugo)
• Castello di Fusignano (Fusignano)
• Castello di Cotignola (Cotignola)
• Rocca di Conselice (Conselice)
• Rocca estense (Massa Lombarda)

• Castello di Sant'Agata (Sant'Agata sul Santerno)
• Castellaccio o Palazzo Papini (Bagnacavallo)
• Palazzo già Torfanini (Bologna)
• Palazzo Pretorio Castelnuovo Scrivia
• Castello Malaspina (Carrara)

Altri Paesi

• mwblsPalazzo Modena (mwblwVienna)
• mwbl4Modenapark (Vienna)

Stemma

Lo stemma degli Este è costituito da un'aquila d'argento in campo azzurro, che fregia la bandiera di famiglia fin dal mwbmm1239. L'azzurro era il colore usato dalla fazione mwbmqguelfa mentre i Ghibellini adoperavano per lo più il rosso. I tre gigli in campo azzurro dentellato d'argento vennero aggiunti dal marchese mwbmuNicolò III, cui aveva concesso l'ambìto privilegio mwbmyCarlo VII, mwbmcre di Francia. Nel mwbmg1452 l'imperatore mwbmkFederico III, concesse di inserire l'aquila imperiale in campo d'oro per denotare i feudi imperiali di Modena e Reggio; nello stesso tempo l'aquila, divisa longitudinalmente in una metà argentea in campo azzurro e nell'altra metà nera in campo oro, rappresentava la contea di mwbmoRovigo istituita allora. Le chiavi pontificie sono il simbolo della rinnovata investitura di Ferrara da parte di mwbmsPapa Sisto IV a mwbmwErcole I nel mwbm01474, come il mwbm4triregno lo è del vicariato della Chiesa. Il mwbm8gonfalone venne inserito nel mwbna1368, nell'occasione della nomina del marchese mwbneNiccolò II a gonfaloniere perpetuo di Santa Romana Chiesa.

Motto

Non è possibile attribuire in modo certo un motto alla casata degli Estensi. Un motto erroneamente legato a tutta la casata: mwbqcAb insomni non custodita Dracone, deve essere in realtà legato ad uno solo dei suoi rappresentanti illustri, il cardinale mwbqgIppolito d'Este, fratello di mwbqkAlfonso I d'Este e figlio di mwbqoErcole I d'Este. Il legame fra i tre estensi ed il particolare momento storico nel quale vissero, col ducato di Ferrara, Modena e Reggio nel periodo della sua maggiore importanza, ha alimentato tale convinzione.cite-ref-68[68]cite-ref-69[69]

Nel 1921 è uscito un volume dal titolo mwbrkFerrara - Ab insomni non custodita dracone che già dal titolo si riferiva all'mwbroaraldica, con significati non tutti decifrabili e con un richiamo esplicito all'aquila estense ed al nome della città, e anche questo ha creato la convinzione che tale frase in mwbrslatino e di origine classica fosse il motto della casata.cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]

Sulla torre dei leoni del mwbsuCastello Estense si può vedere una lastra marmorea restaurata all'inizio del mwbsyXXI secolo che riporta la scritta mwbscWor Bas,cite-ref-72[72] forse avrebbe il significato di mwbsw"Sempre avanti" e, con maggior probabilità, è da intendersi come motto della casata.cite-ref-73[73]cite-ref-74[74]

Luoghi di sepoltura degli Este

A Ferrara molte personalità della dinastia riposano nel mwbt0monastero del Corpus Domini e nella mwbt4basilica minore di San Francesco.
mwbuaBorso d'Este e mwbueMarfisa d'Este riposano in mwbuicertosa.
Molti riposano a mwbuqModena, nella mwbuuchiesa di San Vincenzo e a mwbuyVienna, nella cripta dei Cappuccini della mwbucKapuzinerkirche. Altri nell'mwbugabbazia della Vangadizza, nella mwbukcattedrale di San Giorgio, nella chiesa della Natività di mwbuoScandiano e al cimitero di Gubiano di mwbusVarese.

In onore degli Este

Architettura

• mwbv0Palazzina di Marfisa d'Este, edificio storico del mwbv4XVI secolo a Ferrara.
• mwbwaPalazzo Estense, residenza di mwbweFrancesco III d'Este a mwbwiVarese.
• mwbwqSala Estense, sala teatrale a Ferrara.
• mwbwyVilla d'Este a mwbwcTivoli.
• mwbwkVilla d'Este a mwbwoCernobbio.
• mwbwwVilla d'Este al Quirinale, primo nucleo del mwbw0Palazzo del Quirinale a mwbw4Roma.

Astronomia


Geografia

• mwbxyLido degli Estensi, località balneare della mwbxcprovincia di Ferrara.
• mwbxkRomagna estense, territori che fecero parte dei domini della casa d'Este.
• mwbxsVilla Estense, comune nella provincia di mwbxwPadova.

Musei e cultura

• mwbyuBibbia di Borso d'Este, mwbyymanoscritto miniato appartenuto a Borso d'Este.
• mwbygGalleria Estense, museo di Modena.
• mwbyoMuseo lapidario estense, museo di Modena.

Altro

• mwby4Alfa Romeo 6C 2500 SS Villa d'Este, auto prodotta tra 1949 e il 1952 dalla mwby8Alfa Romeo.
• mwbzeBrigata Estense, esercito del Ducato di Modena e Reggio.
• Contesa estense, torneo storico che si svolge a mwbzmLugo.
• mwbzuCoop Estense, cooperativa di consumatori con sede a Modena.

Rievocazioni storiche

• mwbz8Palio di Ferrara. Nato per festeggiare una vittoria a mwb0aCassano d'Adda ottenuta da mwb0eAzzo VII d'Este nel 1259, in seguito fu una celebrazione della nomina a duca di mwb0iBorso d'Este da parte di mwb0mPapa Paolo II nel 1471.
• Contesa estense, torneo storico che si svolge a mwb0uLugo.
• Quintana Cybea a mwb0cMassa. Rievocazione storica legata, in parte, anche ai rapporti che Massa ebbe con Modena e con la signoria estense.cite-ref-75[75]cite-ref-76[76]
• Alla Corte degli Estensi. A mwb1eEste si ricorda l'entrata in città di mwb1iAzzo VII d'Este nel 1259, lo stesso evento ricordato dal palio a Ferrara.cite-ref-77[77]
• Finalestense, con sfilate, giochi, palio artistico e rievocazioni anche con gruppi storici a mwb1gFinale Emilia nel mese di giugno dal 1995.cite-ref-78[78]

Note

cite-note-11. mwb2mErcole III d'Este (mwb2q1727–mwb2u1803), duca di Modena e Reggio dal mwb2y1780 al mwb2c1796, e suo genero mwb2gFerdinando d'Asburgo-Lorena (mwb2k1754–mwb2o1806) furono gli unici due duchi di Brisgovia e Ortenau, rispettivamente dal mwb2s1801 al mwb2w1803 e dal 1803 al mwb201805.
cite-note-asbest-22. L'effettivo ed ultimo discendente di questo ramo cadetto fu il duca mwb3kFrancesco V, che morì nel mwb3o1875. Tuttavia quest'ultimo concesse il nome, i titoli e gran parte del suo patrimonio al lontano cugino mwb3sFrancesco Ferdinando d'Asburgo-Lorena, a condizione che questi aggiungesse il nome "Este" al suo cognome, anche se Francesco Ferdinando non era un effettivo discendente degli Este. Essendo poi i suoi figli nati da un mwb3wmatrimonio morganatico, alla sua morte nel 1914 l'eredità austro-estense passò all'mwb30arciduca Carlo d'Austria, il quale a sua volta, divenuto imperatore nel 1916 con il nome di Carlo I, concesse armi, titoli e nome di Austria-Este al suo secondogenito di due anni mwb34Roberto e alla sua discendenza. Tramite sua madre mwb38Zita di Borbone-Parma, Roberto poteva fra l'altro vantare una lontana discendenza diretta dagli Este.
cite-note-33. mwb4mAlberto Azzo II d'Este divenne marchese d'Este, verso il mwb4q1039; l'anonimo autore di un importante cronaca imperiale che si creda sia stata redatta, verso il mwb4u1150, nell'abbazia benedettina di mwb4yNienburg in mwb4cSassonia-Anhalt, Germania, noto come lmwb4g'mwb4kmwb4oAnnalista Saxo, quando parla del suo matrimonio con mwb4sCunegonda, lo cita come marchese di Este in nord mwb4wItalia (mwb40Longobardia) ((mwb44mwb48LA) mwb5aMonumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VI, Annalista Saxo, anno 1126, pag 764.
cite-note-44. mwb5qErcole III d'Este (mwb5u1727–mwb5y1803), duca di Modena e Reggio dal mwb5c1780 al mwb5g1796, morì privo di eredi maschi legittimi il 14 ottobre 1803. Sua figlia, mwb5kMaria Beatrice d'Este, sposò nel mwb5o1771 mwb5sFerdinando d'Asburgo-Lorena, figlio di mwb5wMaria Teresa d'Austria e dell'imperatore mwb50Francesco I di Lorena, dando così vita alla nuova casata degli mwb54Austria-Este. Maria Beatrice morì il 14 novembre mwb581829.
cite-note-claudiomariagoldoni-55. mwb6umwb6yClaudio Maria Goldoni: Atlante estense,mwb6g p. 33.
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Collegamenti esterni

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